| Enti,
facoltà e dipartimenti che fanno parte di Leonardo
- I.R.T.A.:
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La riforma universitaria ha introdotto, per la prima
volta nella nostra storia, la distinzione del titolo
finale nei due livelli di laurea e laurea specialistica.
La Facoltà di Agraria si è adeguata attivando quattro
corsi di laurea (Scienze Agrarie; Biotecnologie Agro-Industriali;
Viticoltura ed Enologia; Gestione del Verde Urbano e
del Paesaggio), oltre a due corsi interfacoltà cui la
Facoltà di Agraria partecipa (Scienze e Tecnologie per
l'Ambiente; Tecniche Erboristiche). Questa offerta didattica
è accompagnata dalle lauree specialistiche. Al momento
la Facoltà di Agraria ha attivato cinque lauree specialistiche
(Scienze della Produzione e Difesa dei Vegetali; Agricoltura
Biologica e Multifunzionale; Biotecnologie Vegetali
e Microbiche; Biotecnologie Alimentari; Gestione e Tutela
dell'Ambiente Agro-Forestale).
La complessa diversificazione dei titoli, che potrà
trovare ulteriori ampliamenti nel prossimo futuro, corrisponde
alla profonda trasformazione che il mercato del lavoro
ha subito. L'agricoltura è sempre meno "produzione primaria"
e presenta sempre più attività collegate, a monte ed
a valle di essa.
Mentre sono rimaste invariate le possibilità di inserimenti
dei laureati nell'ambito dell'agricoltura tradizionale,
si è verificato un incremento delle opportunità di lavoro
nei settori emergenti dell'agroambiente, dei servizi,
delle tecnologie innovative, dei settori, dei prodotti
di qualità. |
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| Il Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali
"E. Avanzi" è stato istituito, su proposta di tutti
i Dipartimenti della Facoltà di Agraria dell'Università
degli Studi di Pisa, come definitiva configurazione
giuridica dell'ex Centro di Ricerca e Sperimentazione
Agraria ed Aziendale "E. Avanzi". Questo ha sede nel
complesso demaniale della ex Tenuta di Tombolo, a suo
tempo ceduta in uso gratuito e perpetuo all'Università
degli Studi di Pisa perchè fosse destinata a scopi didattici
e scientifici nel campo delle scienze agrarie.
Collocato all'interno del Parco Regionale di Migliarino-San
Rossore-Massaciccoli, si estende su circa 1.700 ha di
cui 700 occupati da bosco (pinete specializzate e boschi
misti), mentre la parte restante, è rappresentata da
terreni agricoli di varia natura, in parte utilizzati
come seminativi per la produzione di cereali, di oleaginose,
di proteaginose e di foraggere a sostegno dell'allevamento
di bovine da latte, una parte della superficie è utilizzata
come pascolo per ovini. Le attività del Centro sono
relative allo studio interdisciplinare dei rapporti
esistenti tra le attività agricole e l'ambiente.
Le pricipali linee di ricerca riguardano lo studio di
tecniche sostenibili di coltivazione e difesa delle
principali colture e di sistemi colturali alternativi
ai convenzionali, basti sulla riduzione degli imput
e sulla conservazione della fertilità del terreno; la
valutazione delle tecniche di allevamento più idonee
per le specie di interesse zootecnico anche ai fini
del miglioramento della qualità dei prodotti e dell'equilibrio
ambientale; l'ottimizzazione della organizzazione e
della gestione dei fattori produttivi e valutazione
economico-ambientale delle innovazioni tecnologiche
nel comparto agricolo; lo studio degli aspetti biologici
della flora e della fauna degli agrosistemi; la valutazione
agronomica ed ambientale delle colture per usi non alimentari.
In virtù della struttura tecnico-organizzativa del Centro,
le ricerche vengono condotte a livello di campo e i
risultati collaudati su scala aziendale. Le diverse
operazioni colturali vengono realizzate grazie ad un
ampio e diversificato parco macchine, con annessa officina
meccanica per le necessarie riparazioni e manutenzioni.
Il Centro offre inoltre supporto alla didattica per
gli studenti delle Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria,
essendo sede di riferimento per esercitazioni sia teoriche
che pratiche, oltre che per il tirocinio pratico-applicativo.
Ospita studiosi provenienti da paesi esteri per stage
e corsi di formazione e si avvale di un proprio laboratorio
per le analisi chimiche di terreno, acque e vegetali. |
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| Nella parte tirrenica della Toscana, in una zona
tranquilla, distesa su un susseguirsi di colline, a
poca distanza dal mare e dalle città turistiche
di Pisa, Lucca, Firenze e Siena, si trova Crespina.
Un'oasi di calma circondata dalla verde campagna toscana,
formata da boschi e bellezze naturali e disseminata
di antiche ville.
Il primo documento nel quale è nominata Crespina
è del 983. In questo documento il vescovo Tegrimo
di Lucca dette a Willelmo di Willelmo i beni della pieve
di Atriana, con le decime di Crespina ed altri luoghi.
Il Comune divenne autonomo nel 1902 staccandosi dal
Comune di Fauglia. |
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| - Crescita economica e distribuzione del reddito.
- Problemi fiscali dell'integrazione economica, Politiche
di bilancio ed Analisi economica delle istituzioni.
- Le componenti territoriali dello sviluppo: dalle grandi
regioni europee ai sistemi rurali.
- Economia marittima.
- Teoria del ciclo di vita e aspettative.
- Storia di Impresa.
- Valutazione delle dinamiche ambientali, in rapporto
all'evoluzione dei caratteri economici e sociali del
territorio e all'impatto sociale dei pericoli ambientali.
- Archivi storici degli economisti in Toscana. |
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| - Ambiente e cambiamento globale (territorio, città,
studi di urbanizzazione, ecc.).
- Meccanismi di trasduzione cellulare.
- Suscettibilità genetica alle malattie.
- Analisi genetica dei mammiferi.
- Biodiversità animale e vegetale in ambiente costiero.
- Epidemiologia della mortalità umana. |
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Il profilo professionale e culturale del laureato
in Statistica per l’Economia e per l’Azienda si basa
sull’acquisizione delle conoscenze metodologiche e dei
contenuti culturali necessari per lo svolgimento delle
attività di elaborazione dei dati statistici soprattutto
in campo economico ed aziendale. La preparazione di
tipo professionalizzante è caratterizzata da uno spettro
culturale abbastanza ampio da consentire lo svolgimento
di attività libero professionali (statistico) e un interscambio
con le altre figure professionali e si propone di fornire
gli strumenti utili per la risoluzione dei problemi
connessi con l’analisi statistica dei dati, quali la
raccolta e la gestione di informazioni, la valorizzazione
dei dati disponibili presso le aziende private e pubbliche,
la valutazione della qualità dei servizi offerti e delle
politiche intraprese. |
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| - Storia politico istituzionale dell'età moderna
e contemporanea.
- Storia sociale dell'età moderna e contemporanea.
- Storia delle donne e delle relazioni di genere.
- Storia dell'ambiente e del territorio.
- Storia economica in età moderna e contemporanea.
- Storie di singole aree geografiche (Italia, Francia,
Inghilterra, Spagna, Russia, Stati Uniti, Canada, Africa,
Asia, Giappone).
- Corsi di aggiornamento per gli insegnanti e coordinamento
reti europee per la didattica della storia (CLIOHNET). |
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| Land Lab è un Laboratorio della Scuola Superiore
Sant'Anna che si occupa di studi inter e multidisciplinari
sui rapporti tra attività agricola, ambiente
e territorio.
Land Lab nasce dall'esperienza del Centro di ricerca
ADATTI (Analisi di Dati Agro-ambientali e Territoriali
con Tecnologie Innovative) a cui nel periodo 2000-2003
hanno afferito docenti e ricercatori della Scuola e
di altre istituzioni con attività di ricerca
finalizzate a studiare i rapporti tra agricoltura e
ambiente con metodologie innovative di indagine territoriale.
Land Lab intende consolidare e rafforzare le attività
di ricerca, consulenza e formazione svolte dalla Scuola
Superiore Sant'Anna nei settori:
- degli studi agroambientali, con riferimento sia ai
sistemi agricoli a diverso livello d'intensificazione
sia ai sistemi rurali, - paesaggistici e naturali a
scala territoriale;
- della qualità dei prodotti agro-alimentari;
- dello sviluppo agricolo e rurale in Paesi emergenti.
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| Il Parco nazionale nasce come strumento di tutela
e salvaguardia del territorio delle Cinque Terre, un'area
nei secoli profondamente modificata nella propria fisionomia
geografica e morfologica dal duro lavoro dell'uomo.
Gli antichi abitanti di questi luoghi, infatti, senza
alcuna imposizione da parte di sovrani tiranni, ma per
la ferrea necessità di ricavare spazi coltivati
in un ambiente ostile, hanno sostituito l'antica vegetazione
naturale di questi ripidi declivi con una fitta tessitura
di terrazzamenti coltivati a vite, sorretti da una rete
di circa 6.729 chilometri di muretti a secco.
Un'impresa titanica, che ha dato origine ad un paesaggio
unico e irripetibile. Le attività umane sono
oggi notevolmenteridimensionate a causa del mutato equilibrio
economico e sociale che ha condotto ad un progressivo
abbandono delle colture tradizionali.
Il Parco Nazionale intende recuperare e conservare questo
esempio di architettura del territorio, con i suoi valori
storici, culturali, territoriali e ambientali, e vuole
farlo attraverso il mantenimento della viticoltura,
l'unica attività umana che può conservare
questo paesaggio, ormai patrimonio di tutta l'umanità,
e che garantisce la continuità delle produzioni
tipiche locali, come il profumatissimo vino passito
Sciacchetrà.
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